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Storie incredibili,
bizzarre, divertenti, una vera medicina per anime sgualcite da questa società
moderna dove si è perso un po' il gusto per l'umorismo (unica arma di lotta
e resistenza, "irriducibile espressione dell'etica" per dirla con le parole di
Daniel Pennac). La penna di Stefano Benni è invece intrisa di humor (da
quello alla Aghata Chistie del racconto "Priscilla Mapple e il delitto della II
C" a quello che rifà il verso al già citato Daniel Pennac nel racconto
"La traversata dei vecchietti").
Questa magnifica raccolta di racconti è un gioco di rimandi, di specchi:
là scorgiamo Melville e i suoi racconti di mare, qua Poe e i suoi racconti
dell'incubo... Gli avventori di questo bar, ognuno impegnato nel racconto
di una storia originale e avvincente, in effetti sembrano i fantasmi mai dimenticati
di questi grandi della letteratura o dei loro eroi immortali. E non solo, come
celebra il disegno in copertina, troviamo anche personaggi del cinema che sono
entrati nella leggenda (i Blues Brothers sono leggenda, no?).
Potente l'immaginario di Benni, ma ancora di più la sua capacità
di trovare il lato buffo, il lato ironico delle cose. Senza di esso la vita sarebbe
insopportabile.
Stefano Benni - Il bar sotto il mare - Feltrinelli,
Universale economica, pp. 200, € 6,50
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