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Premetto che
Pantera è il mio personaggio evangelistiano preferito. So benissimo
che questa cosa non troverà molto consenso tra i lettori e i fans
del "Magister", ma per me è quasi naturale.
Non voglio qui assolutamente minimizzare un personaggio come quello dell'Inquisitore
Eymerich. Uno dei pochi giganteschi personaggi della letteratura italiana
degli ultimi decenni. Il problema è che Valerio Evangelisti non
si è limitato solo alla costruzione di uno di questi, ma ne ha
creati ben due. Speriamo che la sua fantasia risulti illimitata, e ce
ne regali anche altri.
Le suggestioni che hanno esercitato su di me il cinema e il fumetto western
hanno certo contribuito a questo mia scelta. Ma il "palero"
non è solo questo. E in quest'ultimo capitolo della saga del "Metallo",
la cosa è ancor più evidente.
Certo richiami a Sergio Leone, Sam Peckinpah e Ken Parker, per esempio
sono molto chiari. Ma questa è solo la parte più appariscente,
anche se ha un ruolo più che fondamentale nelle vicende narrate.
E' dai diversi livelli di lettura e dalle questioni sollevate dalla storia,
che invece non si può assolutamente prescendire. Qui siamo davanti,
secondo me, oltre che ad un capolavoro, al migliore capitolo della saga.
Vengono affrontate ed esplicitate molte questioni. La principale è
l'avanzata del "metallo" come metafora dell'avanzata del capitalismo.
E il treno come tramite di questa metafora è azzeccatissimo. In
più ci sono riferimenti ovvi anche alla storia recente che stiamo
vivendo. L'origine degli USA come nazione e i meccanismi che hanno portato,
poi, al suo dominio incontrastato anche a livello internazionale. Non
ultima una critica durissima delle divisioni della sinista americana dell'epoca,
che fanno pensare anche a quello che è lo stato della sinistra
ai giorni nostri, divisa e settaria da una parte, votata al compromesso
dall'altra. Incapace insomma di saper interpretare realmente i cambiamenti
e i bisogni reali degli oppressi. In poche parole, un romanzo imperdibile.
Valerio Evangelisti - Antracite - Mondadori,
Strade Blu, pp. 370, € 15
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